Dizione logofonica
Le regole non bastano: contano la melodia con cui si parla e il pensiero da cui la parola nasce.
La maggior parte dei corsi di dizione è pensata come una struttura rigida e ridondante, che spesso si adatta male ai bisogni di chi la frequenta. La mia convinzione è che ognuno di noi abbia una forma mentale unica e irripetibile, ed è su quella che bisogna costruire.
- Un insegnante e un avvocato hanno esigenze diverse da quelle di un attore o di un cantante, e modi diversi di apprendere.
- Si può articolare bene e far sentire lo stesso la propria provenienza: dipende dalla Melodia Vocale.
- La qualità dell’azione è pari alla qualità del pensiero che l’ha creata.
Il punto d’arrivo è l’allievo
Le tecniche e i trucchi del mestiere si apprendono tutti, ma prendendo come punto d’arrivo le esigenze e gli obiettivi di chi studia. Un insegnamento che uniforma finisce per rendere le persone simili tra loro, e toglie proprio ciò che le distingue.
Oltre le regole: la melodia
Venivano da me attori usciti da accademie importanti. Articolavano correttamente, avevano una buona fonazione, conoscevano le regole. Eppure, appena aprivano bocca, si sentivano chiedere: «Sei di Napoli? Sei di Milano?».
La spiegazione sta nella Melodia Vocale. Ogni dialetto ha la sua melodia. L’italiano è il tema, e parlare con inflessione significa eseguirne una variazione: si cambiano la dizione, il tempo, il ritmo e la durata delle note. Per questo la Logofonia distingue due somme: l’inflessione dialettale è dizione regionale più Melodia Vocale regionale, l’Ortolessia è dizione italiana più Melodia Vocale italiana.
Aperte e chiuse: la Sfera del Suono
In italiano la E e la O possono essere gravi, cioè aperte, oppure acute, cioè chiuse. Chi viene da zone in cui questa differenza non si usa spesso non la percepisce nemmeno. Per renderla evidente la Logofonia usa un’immagine: una biglia posata sulla lingua. Se il suono va verso la gola è aperto (è, ò), se va verso i denti è chiuso (é, ó). La forma delle labbra resta la stessa.
Lo stesso principio aiuta a leggere gli accenti scritti. Immagina un viso di profilo, rivolto a destra, dietro la lettera accentata: se l’accento punta verso la gola è grave, se punta verso i denti è acuto.
Vox Mentis
Vox Mentis significa «voce della mente». Solo entrando in sintonia con il proprio modo di pensare si ottengono risultati che durano.
È dal pensiero che nasce l’azione: corretto il pensiero, corretta l’azione.
È il punto in cui la Logofonia incontra la Filofonia, la disciplina che studia il pensiero che precede la parola.